Il piccolo circo Barnum

Piccolo Circo Barnum: forse una delle novità più interessanti sul panorama degli emergenti;

ricordano quegli artisti che Spotify propone nelle sue diverse playlist in cui si sentono diversi cantanti e cantautori che la vulgata farebbe rientrare nel genere indie. Non mi piace questo termine, anche perché sta ad indicare tutto e il contrario di tutto. Il Piccolo Circo Barnum può essere benissimo l’avanguardia italiana di quelli che non esiterei a definire Nuovi Cantori, per lo stile inusuale e dal sound tranquillo e rilassante; anche i testi che leggeri s’innalzano dalle casse e che accompagnano la musica non sono per niente male, sono pensieri, flussi di coscienza liberi e vivi. Non saranno magari paragonabili a Fabrizio De Andrè o a Francesco Guccini, che tutti noi ormai li riconosciamo come punti e mete inarrivabili, ma le canzoni dei Barnum sono decisamente degne di poter essere chiamate poesie, per il messaggio e le parole che fuori escono dalle bocche dei loro cantanti. Il loro album 8420 Angrogna è decisamente uno dei migliori sulla piazza per chi vuole ascoltare della buona e nuova musica italiana, allo stesso tempo profonda e rilassante. Ma certamente si aspetta che i ragazzi del Circo pubblichino il loro prossimo lavoro, sperando che siano già all’opera.

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