MIGUEL, PICCOLI GENUINI PASSI IN LO-FI

MIGUEL, PICCOLI GENUINI PASSI IN LO-FI

Ascoltare le proposte di tutti gli artisti significa anche cercare di andare oltre quella che può essere la confezione con la quale ci vengono recapitate… talvolta forse può rivelarsi addirittura un vantaggio poter condurre la discussione focalizzandosi sul pezzo in sé, non necessariamente impreziosito da orpelli che possono facilmentedistrarre. Certo, il lavoro di arrangiamento e di armonizzazione confluisce in maniera sostanziale a farci arrivare o meno una canzone… tuttavia è vero anche il contrario: rovesciando la prospettiva è facilmente intuibile che alcuni prodotti radiofonici presentano una tale efficacia in fase di post produzione che una volta scarnificati di tutta l’impalcatura “estetica” rimane ben poco che possa essere davvero definito “composizione”.
In questo caso semplicità e atmosfere genuine sono l’elemento fondante e condiscono i demo che Miguel, al secolo Samuele Stocchino, pubblica sulla sua pagina facebook “Miguel.Official” e sul suo canale Youtube con buona frequenza, dimostrando una certa ispirazione nonostante le registrazioni risultino piuttosto caserecce anche se il “self made lo-fi” ormai può garantire comunque discreti livelli di ascoltabilità.
I brani, pur non potendosi definire dei capolavori, hanno la leggerezza giusta e, cosa non così scontata, si mantengono distanti dallo sfociare nella banalità, rischio sempre altissimo per chi si approccia alla composizione; “La libertà”, “Viaggiare”, “Passerà” e “Tra le nuvole”, per citarne alcune, sono canzoni fresche e piacevoli da tenere come colonna sonora di una primavera che ormai non vediamo l’ora si affacci al più presto…

Il timbro di voce del giovane cantautore sardo è molto interessante e funziona bene l’utilizzo intenso ma mai invasivo di sovraincisioni in stile “octaver” dove la seconda voce quasi sempre si intreccia con la linea melodica principale, spostandosi tra l’ottava inferiore e quella superiore a seconda della linea del cantato e ottenendo alla fine un interessante effetto rafforzativo. Nelle canzoni di Miguel il pop più classico e leggiadro incontra volentieri stralci di cantato in forma hip-hop & soul riportandoci agli albori di quello che potremmo definire il rap italiano con particolare richiamo alle atmosfere melodiche dei Sottotono nella fase più ispirata di Tormento.
Non manca poi – ahinoi – la troppo scontata canzonetta estiveggiante su ritmiche reggaeton che non fa altro che affollare quella proposta di scarsa ispirazione che ci viene riversata addosso a fine maggio e con cui improbabili discografici si riempiono le tasche a suon di mojito, sculettamenti e ammiccamenti… “Quiero disfrutar” non aggiunge nulla alle canzoni precedentemente citate, anzi si limita piuttosto a ricalcare i banali cliché della musica latino-americana da spiaggia di cui dopo un’estate al sole non resta praticamente traccia.
Auguriamo dunque a Samuele di proseguire nel suo lavoro di ricerca e scrittura, mantenendo il più possibile a fuoco la sua personalità, evitando soprattutto facili derive marchettistiche, trovando qualcuno che riesca a valorizzare il suo percorso compositivo al meglio! Lo aspettiamo con affetto sincero alla prova del primo disco ufficiale.

Matteo Kabra Lorenzi

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