Is this life we really want? Roger Waters

IS THIS THE LIFE WE REALLY WANT?
ROGER WATERS
Columbia CD

TRACKLIST

When We Were Young
Déjà Vu
The Last Refugee
Picture That
Broken Bones
Is This The Life We Really Want?
Bird In A Gale
The Most Beautiful Girl
Smell The Roses
Wait For Her
Oceans Apart
Part of Me Died

Forse anche grazie alle polemiche sorte intorno alla diatriba sul plagio della copertina dell’album da un’opera dell’artista siciliano Emilio Isgrò, non si può fare a meno di parlare di questa uscita discografica del genio tuttofare ex Pink Floyd.
Fin dal primo ascolto si rimane subito sorpresi dalla sintesi estrema che Waters ha fatto in quest’album, ovvero un raccoglimento a fattore comune degli album migliori mai prodotti: Wish you were here, The Dark Side of the Moon, The Wall, Animals.


I precedenti album vengono parafrasati, reinterpretati e rielaborati con gli occhi di oggi, dal momento che le tematiche trattate in essi sono poi le tematiche chiave di Roger Waters: l’oppressione, la guerra, la politica, la miseria dell’uomo comune, il potere incontrollato del più forte sul più debole, il tutto con il tipico taglio introspettivo, caratteristico leit motiv caro all’artista. Il tutto è però filtrato da maggiore dolcezza e la durezza dell’argomento è smussata: ciò forse può essere attribuito alla maturità avanzata di Waters, che si trova di nuovo a riflettere su argomenti attualissimi, stavolta non con lo scopo di puntare il dito, di denunciare e di gridare la propria rabbia, bensì con quello di portare chi ascolta alla commozione ed alla compassione di fronte allo scempio della modernità.
Protagonista indiscusso di questo album è il recitativo cantato di Waters, di impronta decisamente brechtiana, con lo scopo di indurre una profonda riflessione in chi ascolta.
La struttura dell’album mantiene l’impalcatura del concept, con l’introduzione di una piccola novità che spiazza un po’ chi è abituato ai finali cruenti di pinkfloydiana memoria; compare infatti una tematica piuttosto inedita, ovvero l’amore come protagonista, con la sua forza rigeneratrice che vince tutto. Tutto ciò si ritrova nel brano finale, infarcito di citazioni letterarie contemporanee e di aura poetica. E’ forse questo il Roger Waters più intimista, delicato, e fragile che si sia mai conosciuto.
The show must go on!

Irene Ramponi

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