I Fantasmi di Zuin

Il primo maggio, svogliato sul divano aspettavo qualche scintilla… di solito guardo con più slancio la prima parte, quella dove c’è qualcosa di nuovo da scoprire… ma la Trap quest’anno aveva davvero prosciugato ogni mio slancio…

fino a quando non è salito sul palco questo tarantolato ragazzo che non riusciva a stare fermo, era come se la sua chitarra acustica strimpellata con slancio lo portasse a spasso con un’energia misteriosa. Si vedeva che lui era quello che cantava, quello che faceva… il linguaggio del corpo a volte è fenomale: lui in quel momento era nudo ed era la sua dimensione. E la canzone “Fantasmi” è un meraviglioso pezzo che mi ha subito catturato. Un cantautorato freschissimo, intimo e introiettato dove l’ex leader dei Ninfeanera in questa nuova avventura da solista rielabora i flussi più intimi dell’anima. Si parla di scelte, di ribellione, di rabbia…

(anche in “Oh mio Dio!” – altra sua canzone – dove è esplicita la rivendicazione al ruolo di artista come vero e proprio lavoratore, modellatore di anima…). Ma la cosa che piace, oltre all’orecchiabilità delle melodie e ai testi ricercati è la cura negli arrangiamenti, che con un apprezzabilissimo e meticoloso studio del suono tra rumori riverberati, tagli di frequenza improvvisi e moltissimi accorgimenti riescono a restituire una veste moderna a pezzi di cantautorato rock. Un artista interessantissimo da non lasciarsi sfuggire…

Matteo KABRA Lorenzi

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