Gristo, l’autore senza volto

Autore senza volto della scena italiana, proveniente dalla Spagna, grazie ad un ottimo italiano si è lanciato nel panorama indie con uno stile che, non c’è che dire, è un bel meltin’ pot di tendenze: dal trap, al rap con contaminazioni elettroniche e distorsioni vocali, fino ad arrivare al reggae, allo ska ed al cantautorato italiano, a metà strada tra Cesare Cremonini e Daniele Silvestri, con ulteriori influenze new jazz.

L’ascolto è coinvolgente ma difficile per chi ama uno stile lineare ed uniforme. L’aspetto strumentale è più coinvolgente rispetto a quello vocale e rispetto ai testi, che, anche se di spessore, passano in secondo piano purtroppo.
Nel 2017 è uscito il suo primo album: “O hai avuto idee”, in cui tenta di dare uniformità e corposità al suo lavoro. Nonostante voglia rifiutare la notorietà, nascondendosi dietro ad un lenzuolo per non farsi vedere, è comunque alla ricerca del successo, quasi fosse un Duschamps della Musica.
Indubbiamente dovrebbe lasciar perdere le distorsioni vocali tanto di moda nell’ambiente trap di questi ultimi anni, e lasciar più spazio alla sua voce naturale, molto più piacevole. Anche l’uso degli strumenti elettronici dovrebbe essere usato con maggior parsimonia, in quanto il suo utilizzo nell’album risulta essere un po’ troppo massiccio, con un effetto barocco che alla lunga potrebbe anche stonare.
Sicuramente Griso ha molto da dire, ma forse, nella ricerca di uno stile suo, risulta essere un po’ troppo un patchwork indefinito di stili diversi; in fondo è solo all’inizio del proprio percorso, la strada da fare è ancora tanta e piena di nuove opportunità.

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