Alessio Meli: Come Ieri

Scrivo, ascoltando in cuffia per la terza volta il brano di Alessio Meli, giovane artista catanese dalle
molte sfaccettature. Nei cinque minuti circa di Come ieri, lavoro che anticipa l’uscita del prossimo
EP, c’è molto, moltissimo. Difficile etichettare l’autore: si passa dal cantautorato al folk, dal pop
sperimentale al rock. Tanti spunti, quindi. Eppure il pezzo si muove delicatamente,
accompagnandoci, impregnandoci di malinconia, di ricordi, di vecchie fotografie e di amarezza.

Secondo dopo secondo, il clima pressoché autunnale prende sempre più forma, guidato dal tepore
della chitarra e dalla nostalgia del piano. Il testo racconta la fine di una storia, di una passione, di
una notte, temi molto cari ai poeti e per questo non nuovi. Tuttavia Meli parla una lingua propria,
non difficile, certo, ma nemmeno banale. I nomi che mi vengono in mente sono almeno un paio,
Bon Iver, per la tristezza emanata dalle melodie, e il grande Lucio Battisti, soprattutto nell’accenno
di rabbia (forse stizza) piazzato nella parte centrale. L’arrangiamento è curato – ammirevole
l’utilizzo del sax – e il sound, molto “dal vivo” , di conseguenza non impeccabile, sembra comunque
piuttosto azzeccato per un progetto del genere.
In conclusione, il nome è sicuramente da promuovere, da segnare e da segnalare. Per un giudizio
più preciso, aspettiamo la pubblicazione dell’EP. Nel frattempo, beh, sono già al sesto ascolto…
Ricky Rage Gramazio

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